Nato nel 1953.
Architetto libero professionista, sposato con due figli.
Ha sempre operato negli Organi Collegiali dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Varese.
Dal 2000 al 2005 è stato consigliere di amministrazione della Cassa Nazionale di Previdenza Ingegneri ed Architetti.
Eletto da una coalizione di liste collegate:
Lega Nord, Forza Italia, UDC + A.N.
In carica dal 19/04/2005
Riceve su appuntamento
Rivolgersi alla Segretaria del Sindaco:
Pinuccia Tutino
Tel. 0331/989082
Benvenuti a Somma Lombardo che è il punto più alto della ferrovia tra Milano e Domodossola, che domina la vasta pianura piemontese che si estende dalle Alpi sino alla Valle del Ticino, per trasformarsi in terra lombarda in quella brughiera di Malpensa dono della natura all’uomo per la conquista dello spazio.
Malpensa fu terra di caccia e di speranze agricole e fu cantata dal Manzoni carezzando la ginestra con il suo bastone e dal D’Annunzio che memore delle affascinanti galoppate nella brughiera, dedicò alla muta dei cani da caccia strofe mirabili:
...vanno i cani tra l’eriche leggere
con alzate le code e i musi bassi
davanti al capo caccia che li alleva
per mezz’ottobre ai lunghi inseguimenti.
S’ode chiaro squittire in quei silenzi
Il suon del corno chiama chi si sbande.
Qui in questo "vasto e malinconico deserto" nell’aprile del 1910 Gianni Caproni andò a porre la sede dei suoi studi e del suo lavoro, dopo aver ottenuto dal Comune di Somma Lombardo, il 21 aprile 1910, l’autorizzazione all’apertura dell’Industria Costruzioni Aeroplani a firma del Sindaco Antonio Porro.
Venerdì 27 maggio 1910 il CA.1 prese il volo da uno spazio relativamente libero vicino il ciglione, che si raggiungeva dall’hangar di Cascina Malpensa dopo circa mezz’ora di trascinamento a mezzo asinello.
Un’ara romana in serizzo bianco, alta cm. 125, larga in fronte cm. 60 ed in fianco cm. 33, discretamente fatta, reca in eleganti caratteri del II° e III° secolo dopo Cristo: "HERCULI VICANI VOTODRONES V.S."
Il pezzo archeologico venne alla luce nel 1923, mentre venivano eseguiti alcuni scavi nel cortile del castello.
VOTODRONES potrebbe significare per adattamenti concettuali "abitanti del luogo forte in mezzo al bosco", e quindi gli antichi abitanti di Somma ebbero il nome di VOTODRONES per il fatto che risiedevano in un luogo dove esisteva un fortilizio in mezzo al bosco.
Si potrebbe opinare che in origine non furono tanto gli uomini posti a difesa della posizione quanto i loro famigliari, che radunati attorno al fortilizio, costituirono con il passar del tempo un VICUS, l’antica Somma, meritandosi l’appellativo di VICANI.
L’etimologia del nome di Somma è argomento importante perché valga la pena di spendere qualche parola.
Non si può dire che Somma fu chiamata col nome greco jqma che significa "corpo" e si pronuncia "soma", come alcuni vogliono, sia perché documenti più indiscussi dicono altrimenti, sia perché il nome del nostro paese è di origine latina imposto da qualche colonia romana, in quanto è il punto più alto dell’antica strada fra Milano ed il Lago Maggiore: "et Summam a summitate collium nominant".
L’odierna denominazione ufficiale della Città, Somma Lombardo, risale al 1862 allorquando il R.D. del 23 ottobre di quell’anno autorizzò l’aggiunta dell’aggettivo "LOMBARDO" al vecchi nome di SOMMA.
L’aver avuto Somma all’epoca romana come nume tutelare Mercurio, protettore di tutte le arti, guida di tutti i commerci, suscitatore di tutte le industrie dell’uomo, ha un significato simbolico per la storia economica di Somma e sta ad indicare il futuro destino, che nei commerci e nelle industrie avrebbe trovato il proprio compimento quando l’avvento della rivoluzione industriale avrebbe finalmente fornito all’economia sommese i concreti presupposti del suo sviluppo.
La storia dello sviluppo economico di Somma comincia in epoca recente e coincide nelle linee generali con lo sviluppo industriale dello stato italiano.
In Somma Lombardo le opere d’arte sono racchiuse entro il suo perimetro, e se è vero che non sono molte, sono però tali sia singolarmente sia nel complesso, da dare un’idea della Storia di Somma e del suo carattere.
Un castello medioevale, possente, nudo, massiccio; una Basilica Minore, un Santuario ed alcune chiese senza fronzoli, di una mistica semplicità, numerosi quadri tutti di soggetto religioso dei più grandi pittori lombardi del tardo medioevo e del rinascimento (nella prepositurale di S. Stefano due splendidi capolavori del Bramantino), sono la prima ed autentica testimonianza, il più suggestivo ritratto di Somma e dei suoi abitanti di ieri e di oggi.
L’aspetto del territorio sommese è vario.
Dai gradevoli rilievi del Monte Ameno, di Monte Sordo e Moncarletto, in parte ancora boschivi, che delimitano a sud-est la conca del torrente Strona, si gode una bella vista panoramica sulle brughiere di Golasecca e verso la cerchia delle Alpi; e così pure è notevole, anche un po’ severa e malinconica, la vista del corso del Ticino dall’alto del Belvedere (sopra la diga Villoresi) e del costone che corre lungo il fiume nella brughiera del Vigano.
Belle sono le brughiere del Vigano e del Guanglio, di S. Caterina, di Garzonera che presentano tuttora in molte parti l’originaria vegetazione di conifere e di erica e che sono l’ideale palestra di caccia e di equitazione, oltre che riposante oasi di natura spontanea.
La zona della Malpensa, a sud, intercalata da brughiere, coperta in parte da boschi di pinastri.
Il settore del Canale Villoresi e della Maddalena, notevolmente irriguo nella parte bassa, è racchiuso fra ripidi costoni che delimitano la valle del Ticino e presenta scorci visivi ameni.
L’attuale stemma di Somma: uno scudo sannitico con tre leoni rampani nei colori oro e rosso in campo azzurro, rintracciato dopo diligenti ricerche nell’ottobre del 1913 e ricavato dal Codice n. 1390 - Secolo XV° - della "Trivulziana", venne adottato dal comune nel gennaio 1914 in sostituzione di quello formato da due scudi a testa di cavallo dei quali uno con due rami di quercia che salgono, si ricongiungono e si attorcigliano, l’altro con sei secchi e tre verricelli alle cui estremità appare una fiamma, scudi sormontati da una bendella con la scritta EMBLEMA SOME.
La corona merlata che sta sopra lo scudo "sannitico" con i tre leoni rampanti, ci dice che Somma fu terra alloidale dei Visconti.
Il campo azzuro simboleggia la fedeltà, la giustizia, la nobiltà, l’amor di patria.
L’oro è il simbolo del sole, e rappresenta la fede, la giustizia, la gloria e la sovranità.
Il Rosso indica l’amore ardente, l’audacia ed il coraggio.
Il ramo d’ulivo legato con il ramo di quercia significa che nella pace c’è la potenza e la prosperità.
La scritta latina che sta sulla "divisa": "Summa siderea celsa petit" suona così: Somma tende alle cose eccelse.
Sta a tutti i Cittadini e a coloro che rivestono carica pubblica lavorare per il bene della nostra Città, perché essa sia sempre più degna dello Stemma che ha adottato e diventi realtà quotidiana quanto è scritto: "SUMMA SIDERA CELSA PETIT".