Giornata della memoria, la biblioteca si “trasforma” in un lager

Giornata della memoria, la biblioteca si “trasforma” in un lager

La biblioteca di Somma Lombardo come Auschwitz, con la scritta “Arbeit macht frei – Il lavoro rende liberi” all’ingresso, come il motto posto ai cancelli dei campi di concentramento nazisti. Maschi e femmine separati all’entrata, un percorso fatto di filo spinato e musiche di violini come quelli che gli stessi ebrei erano costretti a suonare davanti alle porte dei forni crematori. Vuole rievocare l’Olocausto in maniera molto realistica e toccante l’iniziativa “Se questo è un uomo” promossa dalle associazioni “Ombre rosse”, “Quelli del ’63”, “Fonderia dell’arte” e dall’Amministrazione comunale in occasione della Giornata della memoria 2020.

Sabato 25 gennaio, per l’intera giornata, dalle 9 alle 19, la Sala polivalente di via Marconi si trasforma idealmente in un lager, accompagnando con suoni, musiche e immagini i visitatori a immedesimarsi nella tragica atmosfera dei campi di sterminio. Lungo le pareti un percorso fotografico in cui il filo conduttore è il filo spinato. Dal palco immagini proiettate e musiche diffuse per rivivere i momenti e scandire i ritmi della vita nei campi, dai lavori forzati alla condanna a morte. Alle 21 spettacolo con letture e canzoni, come Gam Gam, una delle più famose della tradizione Yiddish, o Auschwitz di Francesco Guccini.

“È molto importante il lavoro di recupero e di passaggio della memoria storica alle generazioni future – dichiara l’assessore alla Cultura Raffaella Norcini – è importante sapere per poter vigilare affinché certe oscenità non debbano mai più essere commesse”.

L’evento, a ingresso libero e gratuito, è adatto a un pubblico adulto e a un pubblico di ragazze e ragazzi a partire dai 12 anni.

Sempre in biblioteca, dal 27 gennaio all’8 febbraio, dalle 9.30 alle 13, fa tappa la mostra-convegno “Jella Lepman. Un ponte di libri”, a cura della Commissione Legalità del Centro Internazionale Insubrico, dell’Università degli Studi dell’Insubria e del Sistema Bibliotecario Busto-Valle Olona, in collaborazione con Ibby Italia e con il patrocinio del Comune di Somma Lombardo.

Questo evento vuole ricordare il 70° anniversario della Jugendbibliothek, la biblioteca dei giovani fondata nel 1949 a Monaco di Baviera da Jella Lepman, giornalista ebrea perseguitata dai nazisti. Lepman, fuggita con i suoi due figli da Stoccarda a Londra nel 1935, torna nella sua Germania distrutta dalla guerra dieci anni più tardi. Con una missione: contribuire a costruire per la nuova generazione che stava crescendo un mondo migliore e più pacifico. Nel ruolo di consulente per le questioni culturali ed educative riguardanti le donne e i bambini nella zona di occupazione americana, si convince che i bambini tedeschi avevano bisogno di cibo per la mente per contrastare l’abbrutimento, la tristezza e l’assenza di prospettive.

La sua storia narra di come richiese donazioni di libri agli editori dei paesi occidentali, con le quali organizzò una mostra libraria internazionale e successivamente fondò la Internationale Jugendbliothek (IJB) nel 1949, che divenne un luogo in cui regnava la libertà dove i bambini e i ragazzi avevano diritti e potevano esprimere i propri pensieri, dove si leggeva, dipingeva, recitava, giocava e discuteva.

“Con la vicenda di Jella Lepman si risponde a una necessità: conoscere e trovare, attraverso le vite di donne e di uomini, le chiavi d’accesso alla storia”, dicono gli organizzatori.

Nell’ambito della mostra su Jella Lepman, venerdì 31 gennaio, alle ore 21, in Sala polivalente è in programma la conferenza “1945-1946: un’Europa da ricostruire” a cura del prof. Antonio Orecchia dell’Università dell’Insubria.

Per entrambi gli appuntamenti l’ingresso è libero e gratuito.

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