Rinviato il referendum costituzionale del 29 marzo 2020

Rinviata la data del referendum confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari, in programma il 29 marzo prossimo.
Il Consiglio dei ministri (Cdm) del 5 marzo 2020 ha deciso di proporre al Presidente della Repubblica la revoca del dPR 28 gennaio 2020, con il quale, prima dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, è stato indetto il referendum popolare confermativo.
La scelta del Cdm ha l’obiettivo di consentire a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un’adeguata informazione sulla scelta che sono chiamati a fare votando sul quesito referendario.
Le procedure referendarie in Italia e all’estero vengono quindi sospese, per riprendere quando sarà fissata la nuova data del referendum.

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L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione, con ordinanza depositata in data 23 gennaio 2020, ha dichiarato che la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante “modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, è conforme all’art. 138 Cost. e ha accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto.
Con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2020, la data del referendum confermativo popolare è stata fissata al 29 marzo 2020.

Si tratta del quarto referendum costituzionale nella storia della Repubblica Italiana. Si terrà per approvare o respingere il testo di legge costituzionale che comporta la diminuzione del 36,5% del numero parlamentari in entrambe le Camere, passando i deputati da 630 a 400 e i senatori elettivi da 315 a 200.

Il quesito sottoposto a referendum, come da decreto di indizione del presidente della Repubblica del 28 gennaio 2020, è il seguente:
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie generale – n° 240 del 12 ottobre 2019?».

Delibera n. 52/20/CONS
Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum popolare confermativo relativo al testo della legge costituzionale recante “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, indetto per il giorno 29 marzo 2020.

Tessere elettorali
In vista della prossima consultazione referendaria, l’ufficio elettorale ricorda a tutti i cittadini di verificare la validità della propria tessera elettorale. Si precisa che:
– le tessere elettorali vengono consegnate all’interessato o a persona delegata;
– gli elettori che hanno esaurito gli spazi sulla tessera elettorale, devono portare quella scaduta;
– i nuovi residenti che non hanno ancora la tessera elettorale del Comune di Somma Lombardo, devono
portare quella del precedente comune di residenza;
– gli elettori che hanno trasferito la propria residenza all’interno del Comune di Somma Lombardo e
non hanno ricevuto il tagliando di aggiornamento della sezione elettorale, devono contattare l’ufficio
elettorale per la verifica.
Per informazioni telefono 0331/989052

Voto domiciliare
L’elettore interessato deve far pervenire al Sindaco del proprio Comune di iscrizione elettorale un’espressa dichiarazione attestante la propria volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimora, ubicata in qualsiasi Comune del territorio nazionale, in un periodo compreso fra il 40° e il 20° giorno antecedente la data di votazione, ossia fra martedì 18 febbraio e lunedì 9 marzo 2020. Tale ultimo termine (9 marzo), in un’ottica di garanzia del diritto di voto costituzionalmente tutelato, deve considerarsi di carattere ordinatorio, compatibilmente con le esigenze organizzative del Comune presso cui deve provvedersi alla raccolta del voto a domicilio.

Voto assistito: elettori non deambulanti o portatori di handicap
A tutela degli elettori portatori di handicap, l’art.29, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n.104 dispone che, in occasione di consultazioni elettorali, i comuni organizzino servizi di trasporto pubblico al fine di favorire il raggiungimento dei seggi da parte dei predetti elettori.
Inoltre, ai sensi della legge 15 gennaio 1991, n.15, gli elettori non deambulanti, allorquando la sede della sezione nella quale sono iscritti non sia accessibile mediante sedia a ruote, possono esercitare il diritto di voto in un’altra sezione del proprio Comune allocata in una sede esente da barriere architettoniche. Le sedi e sezioni elettorali esenti da tali barriere dovranno essere appositamente contrassegnate e arredate secondo le prescrizioni di cui all’art.2 della legge n.15/1991 citata.

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