25 aprile: la libertà è una conquista quotidiana

Care Sommesi, cari Sommesi, quest’anno siamo costretti a vivere un anniversario (il 75° anniversario!) della Liberazione Nazionale diverso, senza partecipazione dei nostri concittadini, senza la presenza delle rappresentanze d’arma, militari e civili, senza quelle associazioni e quegli operatori socio sanitari che stanno dando il meglio di sé in questa nuova “Lotta per la libertà”.

A tutti loro va il nostro grazie perché oltre a fare a pieno il loro dovere, cosa già di per sé onorevole, ci ricordano il significato vero di parole come Solidarietà, Carità, Comunità e Libertà.

Forse proprio questa forzata mancanza di piena Libertà ci fa assaporare il valore ed il sapore della Libertà e ci avvicina, anche se solo di una frazione infinitesimale, a quell’anelito che devono aver sperimentato i Sommesi e Gli Italiani di 75 anni fa.

Il 25 Aprile rappresentava e rappresenta l’aspirazione di un Popolo e di Una Nazione ad essere protagonista diretto del proprio Futuro.Senza il 25 Aprile non ci sarebbe stato il 2 Giugno, non avremmo avuto una Repubblica Democratica, non ci saremmo dotati di una Costituzione (la più bella del Mondo), che all’articolo 32 sancisce il diritto, per tutti, alla Salute.

Senza il 25 Aprile non avremmo avuto un Servizio sanitario Nazionale, la cui costituzione si deve, tra l’altro ad una Ministra, Tina Anselmi (la prima della nostra Repubblica) che è stata a soli 17 anni staffetta Partigiana. Un servizio sanitario Pubblico che sta dando il meglio di sé nella lotta a questo nemico invisibile.

Ma questa Libertà, così come conquiste, non è piovuta dal cielo, ma è il frutto di scelte coraggiose, talvolta disperate, ed ha il volto concreto, vero di giovani Italiani.

Ha il volto di Salvo D’Acquisto, ha il volto dei Fratelli Cervi, ha il volto di Alfredo Di Dio, assassinato a Finero, località cara a noi Sommesi dopo aver reso possibile il primo esempio di Italia Libera con i famosi “Quaranta giorni di Libertà” della Repubblica dell’Ossola.

Ed ha il volto di tanti Giovani Sommesi che hanno lasciato casa e famiglia per inseguire un ideale di Libertà.

Ha il volto di Guglielmo Giusti, scomparso pochi giorni fa. Guglielmo era nato nel 1924, quindi in un’epoca in cui era matematico esser “irregimentati” e lui sin da ragazzo ha mostrato insofferenza a questa esaltazione dell’uomo forte e arrogante.

Dopo l’otto settembre 1943 decide di non partecipare alla chiamata alla leva della Repubblica Sociale Italiana e si rifugiò in un paesino vicino a Domodossola, alterne vicende lo portarono prima a lavorare presso lo stabilimento chimico della Rumianca e ad iniziare proprio lì la lotta partigiana.

La sua storia si intreccia con quella di Alfredo Di Dio e con quella di altri nostri ragazzi che, a differenza sua, non son più “Tornati al piano” come recita un bel libro di poesie del comandante Renato Boeri che Guglielmo mi ha donato due anni fa.

Si intreccia in particolare con la storia di Ugo Maspero, vilmente massacrato a Piedimulera, con quella di Isaia Bianco ucciso a Mauthausen e con quella di Bruno Colombo, trucidato a Fossoli.

Ascoltiamo, con riconoscenza, alcuni brani tratti dalla biografia di Guglielmo Giusti, se oggi siamo uomini liberi di essere protagonisti del proprio futuro e di quello della nostra Patria e della nostra Città, lo dobbiamo anche a lui.

Grazie GUGLIELMO! Somma ti è riconoscente!

Il Sindaco
Stefano Bellaria